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venerdì 3 giugno 2016

Fragole: frutto salutistico, ma attenzione all’acquisto

La fragola è un vero e proprio capolavoro della natura grazie al suo speciale profumo, sapore e colore. Diversamente da quanto si possa pensare, la fragola è un falso frutto perché ciò che noi mangiamo è in realtà il ricettacolo del fiore che cresce fino a diventare la parte rossa che possiede una consistenza carnosa, quindi rappresenta un contenitore dei veri frutti detti acheni, ovvero i piccoli granelli posizionati sulla superficie che, a loro volta, racchiudono un piccolissimo seme.
Proprietà nutrizionali
La ricchezza in vitamina C, di sali minerali (calcio, ferro, fosforo e potassio), di antiossidanti (tannini e flavonoidi), di fibre e di acqua fanno della fragola un frutto speciale, adatto anche per coloro che stanno a dieta. Il sapore leggermente acidulo è dovuto alla presenza di diversi acidi tra i quali l'acido salicilico che ricordiamo essere il principio attivo di diversi farmaci. Grazie proprio alla ricchezza in acidi, la fragola può essere mangiata tranquillamente da chi soffre di iperuricemia e gotta. Diverse ricerche stanno vagliando l’ipotesi che questo frutto possa avere delle proprietà antitumorali grazie alla presenza di flavonoidi, i quali sono dei importanti antiossidanti capaci di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari in quanto inibiscono l’ossidazione del colesterolo LDL, favoriscono la stabilità della placca ateromatosa, migliorano la struttura della parete dei vasi sanguigni contribuendo così anche a ridurre il rischio di trombosi. Per la presenza però dei semi, le fragole non sono indicate per coloro i quali soffrono di diverticolite, ulcere e colite. Spesso nei soggetti più sensibili, le fragole possono causare eruzioni cutanee (ponfi, eritemi) probabilmente per la presenza di aminoacidi liberi che vengono trasformati a sua volta in ammine. Per questo motivo il consumo di fragole viene sconsigliato nella prima infanzia e nei soggetti che presentano deficit immunitari.
Proprietà terapeutiche
Non solo la polpa, ma anche radici e foglie possono essere usate per risolvere alcuni piccoli problemi:
Le foglie hanno proprietà sia astringenti che diuretiche: possono essere infatti usate per la preparazione di tisane ed infusi. Se invece vengono pestate in modo da ridurle in poltiglia e applicate su ulcere o scottature solari, possono aiutarci a risolvere in modo naturale questi problemi perché capaci di dare degli ottimi risultati. Le foglie possono essere usate anche per insaporire la carne.
Le radici, se masticate, ci aiutano a preservare la salute delle gengive. Sono anche utili per la preparazione di decotti usati per fare dei gargarismi in caso di infezioni a livello della mucosa orale e della faringe. Per la preparazione del decotto sono necessari circa 1,5 gr di radici per una tazza di acqua.
La polpa, ridotta in poltiglia e lasciata sul viso per circa 15 minuti, è utile nel caso di pelle ruvida; inoltre, svolge un’azione antinfiammatoria, schiarente ed emolliente. Questa applicazione è però sconsigliata per i soggetti che soffrono di couperose.

La cellulite dipende da come si cucina

Si chiamano 'Ages', advanced glycation end products, i nuovi responsabili della cellulite. Sono sostanze tossiche che si formano a seconda della cottura degli alimenti e che provocano danni ai tessuti connettivi. Se ne è discusso a Roma, in occasione del 34esimo congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica. La pastasciutta è ricca di Ages, così come lo sono la crosta del pane bianco, la carne cotta arrosto e il latte U.H.T o fresco bollito, i dolci cotti al forno, le bevande light e i dolcificanti. Alimenti poveri di Ages sono invece i vegetali, il latte fresco pastorizzato, tutti i cibi cotti a vapore o a fuoco lento. 
Spiega Pier Luigi Rossi, docente di scienza dell'alimentazione e medicina preventiva all'Università di Bologna: ''Sottovalutiamo l'inquinamento da Ages contenuti nei cibi che si mangiano ogni giorno e che dipendono dalla manipolazione e la tecnologia di produzione industriale, oltre che ad alcuni metodi di cottura casalinga. Si tratta invece di composti molecolari aggressivi che agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico. Sono i prodotti finali dei processi di glicazione, dovuti all'unione del glucosio con il collagene che rendono i tessuti rigidi e fragili. Non è possibile azzerare l'introito di Ages, ma è possibile ridurlo seguendo una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali'' conclude Rossi. ''Le scelte alimentari contribuiscono alla distribuzione del grasso in alcune aree del corpo e influenzano la struttura stessa dei tessuti, modificando la dieta si incide direttamente sulla qualità della pelle'' sottolinea Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico e presidente del congresso di Roma dove i medici fanno il punto sulle terapie anticellulite.

domenica 15 settembre 2013

Anguria: un connubio di salute e bontà

Tra la numerosa varietà di frutta che abbiamo a disposizione durante la stagione estiva, primeggia l’anguria, frutto voluminoso caratterizzato da una forma tonda o ovale il cui peso può superare anche i 20 chili. Le varietà che più facilmente sono vendute al supermercato sono: il Crimson sweet, caratterizzato da una forma allungata e da un peso che non supera mediamente i 12 kg. Lo Sugar baby, ha invece una forma più tonda e la buccia è caratterizzata da un colore verde scuro. In media, il suo peso è intorno ai 4 chili.
Vantaggi nutrizionali
L’anguria, conosciuta già dagli Egiziani che la coltivavano lungo il Nilo, è il frutto che può aiutarci a combattere la calura estiva. Questo prezioso e gustoso frutto è infatti costituito da circa il 90% da acqua e ci fornisce un apporto calorico decisamente molto basso, ciò lo rende adatto all’alimentazione di coloro i quali devono stare attenti alle calorie. Si presta particolarmente anche per la reidratazione dopo una intensa attività fisica. Decisamente basso è il contenuto in zuccheri, fibre, proteine e grassi; diversamente, è particolarmente elevato il contenuto in antiossidanti, soprattutto in carotenoidi, responsabili del caratteristico color rosso vivace di questo frutto. I carotenoidi sono sostanze con azione benefica per il nostro organismo e ciò viene continuamente confermato dalle numerose ricerche fatte su questo prezioso antiossidante pubblicate sulle più importanti riviste scientifiche. I carotenoidi svolgono un’azione protettiva nei confronti della cute, degli occhi, dell’apparato riproduttivo e cardiovascolare; inoltre, grazie alla loro capacità di reagire con i radicali liberi, proteggono il nostro Dna. La ricchezza in potassio e vitamina C spiegano le proprietà dissetanti e depurative di questo voluminoso frutto, rendendolo quindi adatto all’alimentazione di coloro che soffrono di ritenzione idrica, ipertensione e cellulite. Inoltre, questi preziosi componenti sono adatti per fronteggiare l’astenia e la fiacchezza che possono insorgere a causa delle elevate temperature estive. 

Guida all’acquisto
Non acquistate a caso un’anguria, ma prestate attenzione ad alcuni piccoli dettagli che vi saranno utili per fare un giusto acquisto:
• imparate ad “ascoltare” l’anguria: se picchiettate esternamente il frutto e sentite il classico rumore sordo, allora, il frutto è maturo
• il picciolo non deve essere secco
• la buccia deve essere liscia e dai colori vivaci
• la consistenza deve essere dura
• la superficie esterna non deve presentare tagli o ammaccature o qualsiasi altra alterazione
• se decidete di acquistare l’anguria a fette badate che il colore sia intenso e che la polpa abbia un aspetto sodo e sia ricca in semi.

È il cibo l’ossessione delle donne (il sesso quella degli uomini)

Il cibo: amore e odio. Le donne ci pensano in continuazione, e vivono un conflitto: da una parte non chiederebbero altro che una tavoletta di cioccolato da divorare senza rimpianti, dall’altra sanno che cedere ai peccati di gola fa ingrassare e ne sono ossessionate.
Secondo un recente sondaggio, effettuato dal gruppo di dimagrimento inglese Shape Smart, le donne hanno in mente il cibo molto più del sesso: il 25 per cento ci  pensa una volta ogni mezz’ora, mentre solo il 10 per cento, nello stesso intervallo di tempo, fantastica sull’eros.
Le donne sarebbero ossessionate dal cibo anche al ristorante: il 13 per cento delle volontarie ha ammesso di scegliere i cibi a basso contenuto calorico, anziché i piatti che davvero preferisce. Poi, però, il 15 per cento non riesce a resistere agli attacchi di fame improvvisa, e si rimpinza di cibo “spazzatura”. Il 40 per cento delle donne è ossessionata dal cioccolato, e non può evitare di mangiarlo almeno quattro volte alla settimana.

La ricerca analizza le risposte di circa 5 mila volontari, e rivela un atteggiamento molto diverso, sia nei confronti del cibo, che del sesso, fra donne e uomini. Gli uomini, infatti, vivono il corpo con più disinvoltura, e più che alle calorie, pensano al sesso: uno su 20 addirittura ogni minuto, e il 36 per cento ogni mezz’ora, secondo i risultati dello studio.
“Sembra che la ‘battaglia’ del cibo contro il sesso, per molte donne, non sia una sfida tra diversi piaceri, quanto piuttosto una lotta tra due fonti di ansia”, dicono gli studiosi, secondo cui questa volta sarebbe bene imparare la lezione dagli uomini, che hanno un rapporto più disinvolto con il proprio corpo. Maria Strugar, terapista e nutrizionista, avverte: “Attenzione al controllo eccessivo:  sono proprio le restrizioni alimentari esagerate a portare alla sovralimentazione. Si chiama ‘effetto yo-yo’, ed è il motivo per cui molte donne si arrendono e interrompono le loro diete troppo presto”.

La cellulite è l’inestetismo più temuto, ma per combatterla occorre conoscerla


Anche quest’anno ci risiamo, la primavera si avvicina e l’incubo cellulite torna a farsi sentire. Non pensare di essere la sola a lottare contro questo inestetismo, perché le statistiche parlano di 8 donne con la pelle bianca su 10 che hanno a che fare con questa fastidiosa compagnia. A te forse interessa solo capire come fare a indossare ancora una volta quel meraviglioso bikini che hai comprato l’anno scorso, ma per riuscire davvero a combattere il “nemico”, devi innanzitutto capire chi è e perché fa capolino sulle tue gambe e sui tuoi glutei. Con il termine cellulite si intende comunemente l’antiestetica “buccia d’arancia” che compare sulle gambe, sui glutei e talvolta sull’addome di molte donne. In realtà si tratta di qualcosa di più di un semplice inestetismo. “La cellulite, in effetti, è una vera e propria malattia che colpisce il tessuto sottocutaneo il quale, per problemi di circolazione locale, di ridotta ossigenazione, di ridotto tono muscolare nonché di ridotta presenza di ormoni tiroidei, assume l’aspetto antiestetico noto come cellulite, dovuto all’aumento del grasso e alle modificazioni della struttura delle fibre tra cui il grasso è stipato” spiega il dottor Stamegna. Non ti preoccupare, non è il caso di buttarsi in noiosissimi discorsi scientifici per dire basta alla cellulite. Bisogna innanzitutto capire che ci sono diversi stadi di questo inestetismo, che corrispondono a diverse alterazioni locali e che hanno differenti prospettive di miglioramento.

Tre tipi di cellulite
Come dice il nome scientifico della cellulite (panniculopatia edematofibro-sclerotica), l’inestetismo che affligge le tue gambe può essere di 3 tipi.

1. Cellulite edematosa
È quella più “giovane”, che in genere colpisce le ragazze e che è fondamentalmente legata a un accumulo di liquidi a livello del tessuto adiposo che si trova appena sotto la pelle, dovuto a un’eccessiva permeabilità dei capillari. È anche la forma di cellulite più facile da trattare e che può regredire.

2. Cellulite fibrosa
Con il passare del tempo il numero delle cellule adipose che si trova sotto pelle aumenta di dimensioni e di volume e si forma la classica buccia d’arancia, che altro non è che il risultato di una fibrosi, in pratica di un indurimento del tessuto sottocutaneo con la formazione di micronoduli. E, in effetti, se si schiaccia la zona colpita dalla cellulite si avverte dolore. La cellulite fibrosa può migliorare ma non scomparire completamente.

3. Cellulite sclerotica
Provoca la pelle “a materasso”, la più difficile da curare. In questo caso le alterazioni riguardano in modo importante anche la circolazione locale. Arriva meno sangue, meno nutrimento, vengono rimosse meno scorie, si riduce l’afflusso di ormoni sciogligrasso e il tono muscolare.

Come sconfiggerla
Sai tutto sulla cellulite e sulle armi per annientarla, ma ti sei resa conto che non sai come mettere in pratica un programma di combattimento? “Niente paura, perché basta seguire alcuni suggerimenti pratici per vedere qualche oggettivo miglioramento già nel giro di un mese” dice il dottor Stamegna.

Se il problema sono i liquidi
Questo tipo di cellulite peggiora se ti lasci andare a tavola e/o prendi la pillola, ricordati quindi di seguire una dieta con poco sale.
Dieta
Alla mattina inizia con un caffè, perché secondo le ultime ricerche la caffeina sembra favorire l’eliminazione dei grassi) oppure una tazza di tè (con al massimo un cucchiaino di zucchero), 3 fette biscottate (oppure 2 fette biscottate con marmellata) o una fetta di pane tostato, eliminando il latte. Come spuntino di metà mattina è consigliabile mangiare della frutta o prepararsi un centrifugato di frutta e verdure. A pranzo mangia un piatto ricco di proteine (uova, pesce, carne, formaggi magri), accompagnato da una porzione di verdure e da un piattino di riso integrale. Oppure scegli un piatto di pasta integrale o di farro o di riso con carne alla griglia o gamberetti e pomodorini. O ancora, opta per un’insalatona (attenta però ai cibi salati come tonno, acciughe, olive, ecc.). Alla sera punta su un piatto di proteine animali (pesce, carne magra) in quantità a piacere, preceduto da una piccola porzione di minestrone o zuppa o potage e accompagnato da verdure “verdi”.
Dieta disintossicante
Due o tre giorni alla settimana alterna alla dieta precedente una dieta disintossicante, eliminando i lieviti e riducendo le porzioni. Alla mattina inizia bevendo un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente per depurarti. Poi continua con un caffè o con del tè verde, 2 fette biscottate o 2 gallette di riso con la marmellata. Puoi fare uno spuntino con frutta fresca o con un centrifugato di frutta, verdure e zenzero. A pranzo una piccola porzione di carne bianca o pesce accompagnato da riso bollito e verdure. Oppure prendi un piatto di pasta o riso o gnocchi condito con solo olio extra vergine. A cena puoi puntare sempre su minestre e minestroni, accompagnati da pesce o carne. Non usare aceto, dadi, pane e metti sempre poco sale. Dopo cena concediti una tisana senza zucchero, che ti aiuta ad allontanare la voglia di dolce.
Altri rimedi
Integratori, massaggi e moto. Per riattivare la circolazione locale, entra in farmacia e chiedi un integratore ad hoc, a base di rusco, centella, ippocastano, ecc. Puoi chiedere anche un prodotto drenante, per esempio a base di gambo d’ananas (bromelina). Oppure, se ami il naturale, puoi puntare su prodotti fitoterapici o omeopatici specifici per combattere la cellulite. Se li valuti efficaci per la salute delle tue gambe ripeti un ciclo ogni 2-3 mesi. In città spostati camminando o con la bici, almeno 3-4 volte la settimana, oppure iscriviti a un corso di acquagym o di hydrobike. Non ti dimenticare di bere molto (10 bicchieri d’acqua al giorno) per eliminare le tossine. Infine prova a concederti qualche massaggio linfodrenante.
Se la cellulite è fibrosa
Comincia a vedersi la “buccia d’arancia”, senti male se premi delicatamente le cosce: non andare nel panico, la situazione può migliorare.
● Per prima cosa segui per una settimana una dieta disintossicante priva di lieviti: comincerai a vedere i primi risultati dopo qualche giorno perché ti sentirai meno gonfia.
● Continua poi con una dieta cronometabolica, mantenendo la dieta disintossicante il lunedì e il venerdì (prima e dopo il week-end quando sicuramente ti concedi qualche peccatuccio di gola).
● Può essere utile anche applicare tutti i giorni una crema anticellulite attiva contro gli accumuli di grasso.
● Anche gli integratori per riattivare la circolazione locale da prendere per almeno 2 mesi e l’attività fisica costante possono aiutare.
Altri rimedi
Se si ha a che fare con un accumulo di liquidi e di grasso possono servire:
● gli ultrasuoni per la lipocavitazione, una metodica che favorisce la “rottura” delle cellule adipose e l’eliminazione del grasso
● l’ozonoterapia (che utilizza l’ozono per riattivare la circolazione locale)
● la carbossiterapia (che utilizza l’anidride carbonica per riattivare la circolazione)
● l’endermologie (una specie di “rullo” che massaggia le zone critiche).
La lipocavitazione, l’ozonoterapia, la carbossiterapia vanno benissimo anche per la cellulite fibrosa. ● Per la riduzione del tessuto adiposo sottocutaneo, dei noduli fibrosi e dell’effetto “buccia d’arancia” è efficace anche il sistema a risonanza elettromagnetica armonica in multifrequenza effettuabile presso i centri estetici. Nel giro di un paio di mesi vedrai risultati evidenti.

Se la cellulite è sclerotica
Se stai pensando che ti sei lasciata andare e che ormai non puoi fare più niente contro la tua cellulite sclerotica, non “mollare” perché anche in questo caso puoi cercare di migliorare la situazione.
● Segui una dieta disintossicate per tre settimane e comincia subito con le sedute di lipocavitazione o di altre tecniche che un buon centro estetico ti può proporre. Non dimenticare di muoverti e di prestare attenzione ai “fuori pasto” che possono favorire l’accumulo di grassi e liquidi a livello di gambe e cosce.
● Stai attenta soprattutto agli happy hour, delle vere bombe caloriche e di cibi ricchi di sodio. Durante le tre settimane di dieta disintossicante evitali oppure scegli una spremuta d’arancia come aperitivo.
● In seguito abbi l’accortezza di seguire la dieta disintossicante per un paio di giorni dopo che ti sei concessa qualche trasgressione.

Dissenteria: affrontala così

Nei cambi di stagione è più probabile incappare in questo disturbo, ma esistono rimedi semplici da attuare anche a casa.
Con la consulenza del prof. Italo De Vitis, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, professore aggregato all’ Università Cattolica Sacro Cuore, dirigente UOC di Medicina Internae Gastroenterologia UCSC Columbus, Roma.

La diarrea è un disturbo che tutti abbiamo avuto, almeno una volta nella vita. Un malessere che colpisce grandi e bambini e che, in due casi su tre, presenta forme acute (durata di una - due settimane) più frequenti nei periodi di cambio delle stagioni, soprattutto in estate quando, per le temperature elevate, le variazioni climatiche, l’uso di cibi crudi come frutta e verdura, poco cotti, mal conservati o di acqua non potabile, si verifica una maggiore proliferazione delle forme batteriche che possono essere trasmettitori dell’infezione. In alcuni casi il disturbo si risolve da solo o grazie a rimedi che possono essere attuati anche in casa. Ma se il sintomo persiste per oltre un mese, si parla di diarrea cronica e ciò può essere la spia di qualcosa che non va a livello dell’intestino, sia tenue sia crasso, ed è consigliabile rivolgersi al medico per indagare con esami più approfonditi.

I fattori scatenanti
Specie nelle forme acute, le principali cause sono infettive, oppure legate a stati di malassorbimento (forme di allergia o di intolleranza alimentare e malattia celiaca). Rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn sono responsabili, oggi, di un gran numero di diarrea cronica dell’adulto. Anche l’infiammazione dei diverticoli del colon può scatenare diarrea. E, specie nell’età geriatrica, esistono alterazioni della vascolarizzazione della parete intestinale (colite ischemica) che possono esordire sottoforma di diarrea.

Quella del viaggiatore
È un disturbo comune a molte persone che viaggiano nei Paesi molto caldi e nei Paesi Tropicali. Ecco 10 suggerimenti per evitare questo disturbo:
1 Utilizzare solamente acqua contenuta in bottiglie sigillate sia per bere sia per lavare i cibi, ma anche per lavarsi i denti.
2 Assumere solo bevande servite chiuse nella loro bottiglia originale.
3 No ai succhi di frutta, frullati o cocktail preparati sul posto.
4 Evitare accuratamente di consumare la frutta con la buccia.
5 Evitare di mangiare qualsiasi tipo di verdura (insalata o altro) cruda.
6 Non bere bevande col ghiaccio (l’acqua usata per preparare il ghiaccio, infatti, potrebbe essere contaminata).
7 Evitare i frutti di mare crudi.
8 Non bere latte crudo, né suoi derivati (latticini, formaggi…). Devono essere pastorizzati.
9 Non mangiare carne cruda.
10 Evitare piatti a base di uova crude (maionese, zabaione, creme...).

I probiotici funzionano?
Sui fermenti lattici i pareri sono discordi: male non fanno, ma non si sa come agiscano e se si tratti solo di un effetto placebo. Sono comunque consigliati dopo una terapia antibiotica, in particolare quelli ad alta concentrazione e con abbinamento di inulina (un polisaccaride che stimola la crescita di bacilli endogeni e lo sviluppo di difese immunitarie locali) per ricreare una habitat intestinale adeguato e persistente, con un periodo di trattamento
di 2-3 settimane. Ovviamente anche lo yogurt è un alleato, in quanto favorisce la crescita di lattobacilli e quindi aiuta a ripristinare una adeguata flora batterica. Durante la fase di diarrea acuta, meglio utilizzare solo quello bianco a cui abbinare un po' di frutta fresca (per esempio banane), evitando quelli ricchi di zucchero, di additivi e già contenenti o insaporiti alla frutta, perché proprio la presenza di questi ingredienti (zuccheri che fermentano e quindi in grado di incrementare meteorismo e diarrea) sono poco utili.

Pronto intervento: dai farmaci all’alimentazione ecco i consigli da attuare subito
L’idratazione
È molto importante combattere fin dall’inizio la disidratazione che accompagna la diarrea. I sintomi della perdita importante di liquidi devono essere controllati con acqua o liquidi chiari (brodo vegetale, tè, succhi, spremute o frullati di frutta fresca) e aggiunta di zuccheri facilmente assorbibili e sali minerali (in commercio esistono molti prodotti pronti per l’uso o da sciogliere in acqua).
Le medicine
Per far fronte ai primi sintomi, almeno inizialmente, si possono utilizzare farmaci come antispastici o antidolorifici. La loperamide, un antidiarroico, se usata in eccesso o in abbinamento ad altri farmaci, come può capitare negli anziani, può dare momentanea “paralisi” intestinale, quindi è un medicinale da prendere solo come emergenza. Ma sull’uso cronico meglio affidarsi al medico (non più di 3-4 compresse al giorno per 4-5 giorni). Quindi, dopo un’accurata valutazione, il medico potrà consigliare di iniziare una cura a base di antibiotici per le forme infettive; antinfiammatori o immunomodulatori nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.
Cosa mangiare
Specie se la diarrea è profusa (più di 4-5 scariche al giorno) e se associata a nausea e vomito, occorre solo bere ed evitare l’assunzione di cibo almeno nel prime 24-48 ore. Quando ricomincia l’appetito, si può iniziare da una cosiddetta “dieta in bianco” con riso bollito o crema di riso, carni bianche o pesce lesso con patate lesse e frutta grattugiata, distribuiti tra pranzo e cena fino a normalizzazione dell’alvo e della consistenza delle feci.
I cibi da evitare
Nella fase di diarrea, è bene rinunciare ad alimenti piccanti, speziati, dolci con crema, panna, cioccolata, latte e derivati freschi, fritti e soffritti. Attenzione anche, soprattutto nella stagione calda, alla corretta preparazione e alla conservazione dei cibi.
Quando andare dal medico
Se la situazione non migliora o sopraggiungono sintomi di allarme (febbre persistente nonostante le cure, stato saporoso, dolori e scariche resistenti alla terapia, diarrea ematica…), è bene consultare il proprio medico o recarsi al Pronto soccorso. Di fronte a una condizione di diarrea, occorre verificare con esami del sangue e delle feci (chimico, colturale, parassitologico) la natura dell’alterazione. A seconda del tipo di diarrea, acuta o cronica, il medico decide se eseguire test strumentali come l’ecografia dell’addome per valutare la compromissione del fegato, delle vie biliari e del pancreas o test più invasivi, come la colonscopia corredata da biopsie, per verificare l’eventuale infiammazione dell’organo. La presenza di dolore e di scariche notturne, di alterati indici di flogosi (infiammazione), in particolare l’aumento della calprotectina fecale, sangue nelle feci, perdita di peso o l’improvviso cambiamento delle abitudini intestinali sono indici di malattie organiche da non sottovalutare (specie dopo i 50 anni si impone un’attenta valutazione perché potrebbero essere spia di condizioni di precancerosi o di tumori intestinali).

sabato 14 settembre 2013

I cibi che fanno bene al cuore

Si dice da sempre che siamo ciò che mangiamo ed è vero, perchè il nostro organismo nel corso del tempo viene influenzato dal nostro stile di vita alimentare. Più è sano e più stiamo bene, viviamo meglio e abbiamo maggiori possibilità di vivere a lungo ed in armonia. Dobbiamo quindi imparare a conoscere i cibi e a capire quali possono incidere in maniera positiva su quelli che sono i fattori di rischio come ad esempio colesterolo e trigliceridi che, se troppo alti, creano le condizioni che possono portare ad ipertensione, infarto, ictus e molti altri problemi all'apparato cardiocircolatorio. Vediamo allora quali sono i cibi che aiutano a diminuire questi pericoli:
POLLO
E' una delle carni bianche più mangiate sulle nostre tavole. Sia alla griglia che lessato, fornisce proteine magre, indispensabili per incamerare energia nell'apparato muscolare. E' una carne povera di grassi, che si trovano quasi esclusivamente nella pelle, che può essere rimossa in maniera molto semplice. Ricco di sostanze nutritive, il petto è la parte che fornisce il più elevato apporto di proteine e di altre sostanze utilissime per la forma fisica.

OLIO D'OLIVA
Tra i suoi principali benefici c'è quello di aiutare a far fluire il sangue liberamente, avendo come tutti gli oli monoinsaturi la capacità di far abbassare i livelli del colesterolo cattivo. Il migliore tra tutti? Ma è chiaro, quello extravergine di oliva!

BROCCOLI
Sono vegetali ricchi di acido folico, una vitamina del gruppo B che abbassa l'omocisteina, che favorisce l'ostruzione delle arteria. Un'avvertenza: quando si lessano non bisogna farli "sfaldare", altrimenti si perde tutto l'acido folico...

CAROTE
Le nostre nonne dicevano che erano un toccasana per gli occhi: una verità oggi negata dagli esperti, che al contrario le consigliano perchè ricche di betacarotene, sostanza dalle proprietà antiossidanti che combatte i danni provocati dai radicali liberi. E un regime alimentare ricco di antiossidanti fa notevolmente abbassare il rischio di ictus.

ARANCE
Sono particolarmente ricche di vitamina C, un antiossidante per eccellenza. Un bel mix con le carote e possiamo anche dire addio a infarto e ictus: con un sentito ringraziamento da parte delle nostre arterie...

AGLIO
Contiene l'allicina, che fluidifica il sangue e riduce la possibilità di coaguli, anche questi causa di ictus e infarti. Insieme alle cipolle mantiene bassi i livelli dei grassi, a cominciare da quelli responsabili del colesterolo LDL.

CILIEGIE
Ricche di antocianine, sostanze antiossidanti, le sue qualità salva-arterie sono state avvalorate da una ricerca condotta all’Università del Michigan (Usa). A 12 volontari, di età compresa tra 18 e 25 anni, è stato chiesto di mangiare crostate di ciliegie. Le analisi eseguite successivamente hanno riscontrato una maggiore presenza di antiossidanti nelle dodici ore immediatamente successive.

SGOMBRO
E' un pesce ricco di acidi grassi Omega 3, che notoriamente abbassano il colesterolo. Inoltre i grassi poliinsaturi e monoinsaturi aiutano a ridurre il livello di LDL.

SOIA
E' uno dei rari alimenti proteici che contribuisce ad abbassare il cattivo colesterolo e mantenere invece costante il livello di quello buono. La lecitina è difatti un emulsionante naturale che mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi sulle pareti delle arterie.

Glutei sodi: cosa mangiare e come

Uno dei punti del nostro corpo che spesso non ci soddisfa, e che vorremmo fosse diverso da com'è, sono i glutei. L'ambizione è quella di averli perfetti, ma in realtà non siamo mai soddisfatti di come li abbiamo. Invece, dovremmo essere meno duri con noi stessi e accettare anche l'idea che la conformazione dei glutei è frutto di caratteri ereditari e costituzionali, per cui è possibile sicuramente migliorarne l'aspetto, ma senza stravolgimenti. Con opportuni rimedi possiamo avvicinarci all'idea di glutei che risponde al nostro ideale, ovvero glutei tonici. Ma come?
CIBO SANO E ALLENAMENTO
Abbiamo dei glutei che in fondo non sono così male, ma ci manca quel quid in più per arrivare ad averli come vorremmo. Non abbiamo bisogno di fare chissà che cosa, bastano delle tranquille e lunghe passeggiate, unite ad un'alimentazione equilibrata e sana.

CONTROLLARE LA BILANCIA
La bilancia non deve diventare un'ossessione, ma noi dobbiamo sempre rimanere nel nostro peso forma. È importante, in quando l'aumento di peso provoca depositi adiposi che fanno perdere di tonicità ed elasticità a tutta la zona. Quindi mangiamo bene, in maniera regolare, senza particolare strappi, e facendo del movimento.

FARE STEP
Per migliorare la muscolatura a livello dei glutei, l'esercizio migliore è senza ombra di dubbio lo step. Ne esistono di diversi tipi e con varie fasce di prezzo, potrete scegliere quello che preferite per allenarvi comodamente a casa vostra.

UNA DIETA RAPIDA
Un regime alimentare sano per avere dei glutei in perfetta forma. Senza troppo fatica né troppi sacrifici si possono ottenere degli ottimi risultati, e in breve tempo. Cominciamo a colazione, con caffè amaro e uno yogurt magro. A metà mattina facciamo uno spuntino con un frutto a scelta. A pranzo mangiamo 40 grammi di pasta o riso, del pollo o in alternativa del pesce, con verdure miste e un filo di olio. Immancabile la merenda, con tè o yogurt, a cena un bel minestrone o una sogliola, sempre con verdure miste e un filo di olio. Abbiniamo la dieta con passeggiata, esercizi in casa tre volte alla settimana. E nel giro di un mese l'aspetto dei vostri glutei migliorerà notevolmente, con volume ridotto e riacquistata tonicità.

Accelerare il metabolismo, come fare

Come fare ad accelerare il metabolismo? Molto spesso, a causa del nostro stile di vita poco sano, il nostro metabolismo tende a rallentare. Le cause del nostro metabolismo lento possono essere molteplici: cattiva alimentazione, poco riposo, molto stress, attività fisica quasi assente. Vediamo insieme, punto per punto, quali sono le giuste regole da seguire per far "sgambettare" il nostro metabolismo in modo naturale e tornare in forma! 
 
Alimentazione
 
Il tuo regime alimentare, se hai intenzione di accelerare il metabolismo, è fondamentale. Innanzitutto non devi assolutamente pensare a una dieta lampo: non faresti altro che rallentarlo ancora di più e, una volta ultimata la dieta, il tuo peso tornerà a quello di partenza, o anche di più! Se vuoi ottenere dei risultati, devi mangiare regolarmente almeno 4 volte al giorno, così che il tuo metabolismo non sia mai a riposo! Elimina dalla tua dieta quotidiana il maggior numero possibile di zuccheri grassi e bevande gassate e rimpiazzali con frutta, verdura, the e infusi. Cerca di bere almeno due litri di acqua al giorno: suddividili in tot bicchieri se la cosa ti rende la vita più facile!

Ci sono degli alimenti particolari che aiutano a velocizzare il metabolismo, grazie alle loro proprietà. Il caffè, ad esempio, se preso (amaro) dopo i pasti, aiuta a velocizzare il metabolismo ed a bruciare in fretta le calorie. Altri alimenti che aiutano a velocizzare il nostro metabolismo sono le alghe, le carote, le spezie (pepe nero curry e zenzero in primis) e l'aceto di mele. Assumere cibi piccanti, in particolare, provoca maggiore sudorazione e aiuta, in quantità corrette, il metabolismo… sarà anche per le proprietà afrodisiache!
Accelerare il metabolismo con lo sport
L'attività fisica, come l'alimentazione, è fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo. Se vogliamo che il nostro metabolismo acceleri, infatti, dobbiamo fare in modo che la nostra massa magra prenda il sopravento su quella grassa. Per raggiungere questo risultato, gli sport che prevedono l'attività aerobica sono i più utili. In particolare la corsa, il nuoto, la cyclette ed il tapis roulant sono tutte attività che attivano la liposi e, quindi, fanno bruciare calorie, accelerano il metabolismo e sviluppano la nostra massa magra. Individuare lo sport adatto, però non basta. E' molto importante praticare l'attività fisica scelta con costanza: almeno 3 volte a settimana e non meno di 40 minuti.

Accelerare il metabolismo con l'omeopatia
Molti prodotti omeopatici hanno la capacità di aumentare il nostro metabolismo.
I prodotti più indicati in questi casi sono la Calcarea Carbonica e la Ignatia. Il primo è uno stimolatore del metabolismo e riesce a dare al nostro al corpo una minore assimilazione di grasso. La Ignatia, pur non essendo un prodotto specifico per il dimagrimento, migliora le prestazioni fisiche del corpo e, di conseguenza, fa accelerare anche il nostro metabolismo.
E' fondamentale, in questi casi, rivolgersi ad un professionista del settore: non prendete per oro colato tutto quello che trovate sul web o che vi ha consigliato una vostra amica.

Se hai smesso di fumare
Molto spesso, chi smette di fumare rallenta il proprio metabolismo e tende ad ingrassare. Questo perché la nicotina stimola gli ormoni dello stress che, di conseguenza, accelerano il metabolismo. In più, il catrame contenuto nelle sigarette, riduce l'assorbimento dei grassi che si trovano nei cibi. Ora, non penserai di aver fatto un errore nello smettere di fumare, vero? Non devi avere alcun ripensamento: cerca solo di alimentarti con meno grassi, aumentare il tempo che dedichi allo spot ed il gioco è fatto!

Accelerare il metabolismo in gravidanza
Durante la gravidanza il metabolismo tende a rallentare. La cosa migliore da fare, in questo lasso di tempo, è quella di non assecondare troppo le "voglie" alimentari per quanto riguarda i cibi grassi e zuccherini.  Non dimenticatevi che l'attività fisica, durante la dolce attesa, è ancora più importante. Nessuno di sta chiedendo di gareggiare alle Olimpiadi, certo, ma una sana passeggiata al giorno di almeno 40 minuti sarà più che sufficiente a non mandare in letargo il vostro metabolismo!