Visualizzazione post con etichetta donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta donne. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2016

La cellulite dipende da come si cucina

Si chiamano 'Ages', advanced glycation end products, i nuovi responsabili della cellulite. Sono sostanze tossiche che si formano a seconda della cottura degli alimenti e che provocano danni ai tessuti connettivi. Se ne è discusso a Roma, in occasione del 34esimo congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica. La pastasciutta è ricca di Ages, così come lo sono la crosta del pane bianco, la carne cotta arrosto e il latte U.H.T o fresco bollito, i dolci cotti al forno, le bevande light e i dolcificanti. Alimenti poveri di Ages sono invece i vegetali, il latte fresco pastorizzato, tutti i cibi cotti a vapore o a fuoco lento. 
Spiega Pier Luigi Rossi, docente di scienza dell'alimentazione e medicina preventiva all'Università di Bologna: ''Sottovalutiamo l'inquinamento da Ages contenuti nei cibi che si mangiano ogni giorno e che dipendono dalla manipolazione e la tecnologia di produzione industriale, oltre che ad alcuni metodi di cottura casalinga. Si tratta invece di composti molecolari aggressivi che agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico. Sono i prodotti finali dei processi di glicazione, dovuti all'unione del glucosio con il collagene che rendono i tessuti rigidi e fragili. Non è possibile azzerare l'introito di Ages, ma è possibile ridurlo seguendo una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali'' conclude Rossi. ''Le scelte alimentari contribuiscono alla distribuzione del grasso in alcune aree del corpo e influenzano la struttura stessa dei tessuti, modificando la dieta si incide direttamente sulla qualità della pelle'' sottolinea Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico e presidente del congresso di Roma dove i medici fanno il punto sulle terapie anticellulite.

domenica 15 settembre 2013

Pancia piatta: rimettiti in forma nel weekend

Approfitta del weekend per concederti due giorni di remise in forme totale attraverso una vera e propria “terapia d’urto”.
Magri o grassi non fa differenza: chi più chi meno fa i conti con rotolini, gonfiore, lassità della pelle. E l’antiestetica “pancetta”, per le donne italiane, è in pole position. I rimedi per eliminarla sono tanti: una dieta mirata, la giusta attività fisica, svariati trattamenti estetici. Ma anche a casa puoi fare qualcosa.
Il bagno di sale
Sciogli in una vasca da bagno 2 chili di sale grosso integrale e immergiti per circa 20 minuti. Sale e acqua a contatto con la pelle creano il processo di osmosi: l’organismo tende ad espellere i liquidi in eccesso, quelli che ristagnano nel tessuto sottocutaneo. L’effetto è immediato: ti sentirai subito più sgonfia e più asciutta.

L’automassaggio
Dopo il bagno, scegli un prodotto cosmetico anticellulite e applicalo sulla pancia massaggiando con movimenti circolari. Ma non solo: prendi con le dita delle due mani i punti più critici, quelli con maggiore ristagno di grasso, e cerca di scioglierli con vigore per almeno 6 minuti o fino a quando la pelle risulterà arrossata e calda. Questo rimedio è più efficace se eseguito mattina e sera.

Onicomicosi: insidie per le nostre unghie

Le infezioni fungine delle unghie, che i medici chiamano onicomicosi, sono i problemi più frequenti che potrebbero colpire le estremità di mani e piedi. Secondo l’osservatorio nazionale sulle onicomicosi colpiscono il 16,1% della popolazione dai 45 anni ai 65 anni e il 20,7% degli ultra sessantenni. Danneggiano prevalentemente i piedi e soprattutto primo e secondo dito. Non sono certo pericolose ma è bene non prenderle sottogamba. Basta rivolgersi al proprio farmacista di fiducia per ricevere consigli appropriati e giusti rimedi. Un trattamento non tempestivo potrebbe rendere la onicopatia non solo brutta a vedersi ma anche difficile da debellare. Oggi infatti esistono soluzioni veloci contro tutto ciò. 

Le unghie: bersaglio sensibile
Le unghie sono un annesso cutaneo e la loro funzione è quella di proteggere l’epitelio delle falangi distali delle dita di mani e piedi e le terminazioni nervose digitali. In esse possiamo distinguere 3 strati di cheratociti addensati (strato dorsale, strato intermedio e strato profondo). La micosi delle unghie si verifica quando un fungo si insidia su una singola unghia o su più unghie contemporaneamente. I responsabili di tutto questo vivono negli ambienti caldi e umidi, come docce, piscine e palestre. Sono in grado di penetrare nella pelle attraverso piccolissimi tagli o attraverso separazioni tra l’unghia e il letto ungueale. Solitamente l’infezione avrà inizio dai margini laterali dell’unghia e il naturale colore roseo darà posto a toni opachi di bianco-giallastro con annessa fragilità e unghie dolenti. Se non presa in tempo si osserverà uno scollamento dell’unghia dal letto ungueale (onicolisi) ed una ipercheratosi reattiva subungueale con ispessimento della lamina. Sembrano esserci dei fattori predisponenti per lo sviluppo della patologia quale il diabete, micosi passate, alluce valgo, patologie vascolari e dermatite atopica. 

Chi sono i responsabili?
Esistono due principali classi di funghi che possono causare le micosi ungueali:
  • I funghi filamentosi: i più comuni patogeni delle unghie.In particolare sono tre le specie coinvolte, trychophyton rubrum (85%), trychophyton mentagrophyton (12%), Epidermophyton floccosum (3%). Queste specie sono in grado di attaccare e digerire la cheratina.
  • I lieviti e in particolare la Candida albicans. Caratteristica di questa infezione è una deformazione a cucchiaio dell’unghia. Si è riscontrato che nei diabetici è la causa principale dell’onicopatia.
La prevenzione: la migliore arma
  • Attenzione all’igiene quotidiana dei vostri piedi: basterà pulirli ogni giorno facendo attenzione ad asciugarli perfettamente soprattutto fra un dito e l’altro
  • Utilizza un talco in polvere, ottimo rimedio per assorbire il sudore. Ricorda infatti che i piedi, che stanno quasi tutto il giorno nelle scarpe, sono più esposti al caldo-umido e quindi alle infezioni. Non dimentichiamo inoltre che nelle unghie del piede la circolazione è minore come minori saranno quindi le difese immunitarie che potranno giungere
  • No alle scarpe strette: non permetteranno la traspirazione e tendono a far avvicinare le dita del piede comportando un’eventuale trasmissione fra unghie diverse
  • Utilizzate solo calze di cotone ben pulite e ,se necessario, calze di cotone con fibre di argento. Gli ioni rilasciati da queste impediscono la crescita e la proliferazione di funghi e batteri
  • Non camminate mai a piedi nudi in luoghi come palestre, piscine, docce, impianti sportivi e mare. Sono ambienti le cui condizioni favoriscono la proliferazione stessa dei funghi. È bene dunque usare, dopo aver frequentato questi luoghi, bagnodoccia specifici. Ne esistono diversi in commercio e sono tutti caratterizzati da un pH 4 e da agenti quali Triclosan (attività antibatterica), acido undecilenico (azione antimicotica) e acido lattico (azione pH regolatrice)
  • Tagliate bene le vostre unghie: Il taglio scorretto potrebbe aumentare la probabilità di infezione
  • Disinfetta gli strumenti che usi per la manicure e la pedicure.

E se venissero attaccate?
Niente paura ma solo tanta pazienza. È risaputo infatti che per debellare del tutto l’infezione occorrerà del tempo. A seconda del caso è anche necessario abbinare diverse cure. Possiamo infatti intraprendere una terapia sistemica che prevede l’uso di antimicotici per via orale associata a trattamenti topici (locale). La terapia con antimicotici per os (via orale) è necessaria se l’infezione è estesa e dura da tempo. Inoltre determinate patologie, come il diabete, non prevedono l’uso di trattamenti topici. Questa terapia verrà data dal vostro medico curante ma da sola non servirà. Di grande utilità si sono mostrate infatti le associazioni con altri rimedi. Perfetto sarebbe dunque integrare con dei trattamenti locali o iniziare proprio da questi se l’infezione è solo all’inizio.

La natura viene in aiuto
Nel trattamento locale è propedeutica l’asportazione e la riduzione dell’unghia in eccesso effettuata da personale specializzato. Fatto ciò è possibile rifarsi alla fitoterapia topica. Ottimo rimedio è l’olio essenziale di malaleuca alternifolia. Basterà l’applicazione di poche gocce due volte al giorno per avere dei risultati in breve tempo. Altro rimedio che ci viene dato dalla natura è l’estratto dei semi di pompelmo, vista la sua importante azione antimicotica. In commercio esiste sotto diverse forme. Si può anche ricorrere all’omeopatia: rimedi utilissimi nel caso di micosi ungueale sono l’antimonium crudum 7 CH e la silicea 5 CH. Possiamo inoltre rafforzare il nostro sistema immunitario utizzando gli oligoelementi oro-rame-argento e manganese e rame potenziando al meglio la nostra difesa. Si può altresì consigliare una terapia topica a base di urea. Essa è infatti una sostanza con effetto idratante, cheratolitico e funge da veicolo per facilitare la penetrazione di altre sostanze causando potenziamento terapeutico. Esistono anche degli smalti antimicotici che devono essere applicati sia sull’unghia infetta che sulla pelle circostante. I più comuni sono quelli a base di tioconazolo o amorolfina. Ricordatevi inoltre che ogni trattamento prevede l’utilizzo di un detergente a pH acido fondamentale per ottenere il massimo risultato. In commercio sono davvero diversi i prodotti che possiamo usare e solo il consiglio accurato del vostro medico e del vostro farmacista di fiducia potrà aiutarvi nella giusta scelta.

Le unghie ci parlano della nostra salute: impariamo a riconoscere i segnali che ci mandano

Le coloriamo con gli smalti, le ricopriamo con i gel, le allunghiamo con prodotti acrilici, con resine o fiberglass e troppo spesso ne trascuriamo le avvisaglie. Sono le unghie. Se ben tenute, ci conferiscono subito un aspetto curato, ma non bisogna cadere nell'errore di limitare le attenzioni alla sola parte estetica. Un attento esame tiene in considerazione tutto l'apparato ungueale, per questo va effettuato sulle unghie delle mani e dei piedi.

Se vediamo...
° Piccole macchie biancastre
Sfatiamo uno dei tanti miti che vogliono le macchioline bianche come segnale di carenza di calcio nelle ossa; questa alterazione è frutto sì di una carenza, ma di cheratina. Le cause della formazione delle macchie bianche possono essere pressioni o traumi sulla matrice . Si notano spesse volte sulle unghie dei bambini, che avendo una lamina di minore consistenza sono più soggetti a piccoli traumi, o nelle donne dopo una manicure troppo aggressiva.

° Le unghie che si separano dal letto ungueale (scientificamente: onicolisi)
È possibile che sia in corso una onicolisi, molto spesso è confusa con l'onicomicosi. L'onicolisi in realtà è piuttosto frequente, colpisce indistintamente le unghie di piedi e di mani, nella maggior parte dei casi è provocata da traumi ma è alle mani che viene maggiormente avvertito il problema, soprattutto come danno estetico, oltre al cambiamento di colore dell'unghia. Si manifesta con il sollevamento del bordo libero dell'unghia e la punta dell'unghia si presenta debole e vacillante. Ciò e dovuto anche ai forti limature e fresature sull'unghia naturale. Tuttavia la causa di gran lunga più frequente di onicolisi nelle donne è quella cosmetica ed è dovuta anche all'abitudine di tenere le unghie molto lunghe e all'applicazione di sostanze a scopo decorativo. Un'altra causa frequente di onicolisi di tipo cosmetico è costituita dall'applicazione di unghie artificiali. Per rimediare utilizzate un buon indurente rinforzante.

° Antiestetiche striature sulla lamina
Si presentano come sottili righe longitudinali, e il più delle volte sono espressioni della fragilità ungueale, spesso presenti nelle unghie degli anziani, ciò non toglie che fattori ambientali e ripetuti contatti con detergenti e solventi, possano provocare la stessa sintomatologia.
Si sfaldano
Siamo probabilmente di fronte ad un caso di onicoschizia lamellina. Questa patologia consiste nello sdoppiamento della lamina ungueale, gli strati più superficiali si sfaldano progressivamente e presentano delle microfratture, l’unghia diviene fragile e assume un aspetto dentellato. A questo disagio si può ovviare attraverso l'idratazione con creme e olii specifici.

° Pitting (tecnicamente: onicopsoriasi o onicodistrofia psoriasica)
Conosciuta come la psoriasi delle unghie, è riconoscibile perché si formano piccole “fossette” su tutta la superficie ungueale e chiazzette rosse e bianche su le mani e dita. Il rischio di sviluppare una psoriasi ungueale aumenta in maniera proporzionale alla durata della malattia. Le stesse lesioni al letto ungueale sono provocate anche dalla presenza di eczema. Potrebbe essere un segnale molto importante, non trascuriamolo. Si può migliorare la situazione assumendo molta frutta e stando al sole.
  
° L'onicomicosi
Questa è un'infezione provocata da funghi (miceti) e può interessare sia il letto che la lamina ungueale. Questo inestetismo è spesso dovuto anche alla ricostruzione delle unghie praticata con poca attenzione e scarsa preparazione dell'unghia naturale. Il sollevamento del gel, sopratutto nel perimetro della cuticola, provoca infiltrazioni dell'acqua che stentando ad evaporare formando una muffa di colore marrone-verde. È però possibile trovarsi di fronte ad un'altra colorazione, quella gialla, che può essere dovuta alla corrosione della pellicola protettiva dell'unghia, mentre se il colore tende al marroncino può rivelare la presenza di una micosi. Per porre rimedio occorre smontare la ricostruzione ed utilizzare un antimicotico o funghicida per una settimana, ma evitate il fai da te, fatevi consigliare il prodotto giusto da un professionista.

° Una crescita eccessiva di cuticole
Per risolvere questo problema sarà di grande aiuto l'uso di oli per cuticole o prodotti emollienti associati ad una frequente e attenta manicure.

Lo sai che...
● Le unghie cosiddette a "cucchiaio", spesso sottili e dall'aspetto concavo, possono essere sintomo di carenza di ferro.
● Le unghie si presentano di forma convessa, possono essere campanello d'allarme per probabili alterazioni cardiache.
● Le unghie della mano dominante crescono più velocemente rispetto all'altra.
● L’onicofagia è più comune nel sesso maschile che in quello femminile: anche se fuori dall'elenco delle patologie, poiché non rappresenta un vero e proprio disturbo, l'onicofagia o meglio il "rosicchiarsi le unghie" crea una conseguente modifica dell'intera struttura dell'unghia, esponendola a probabili attacchi batterici. Questa mania, si dice, si manifesti solitamente nei momenti in cui ci si trova in situazioni che mettono a disagio.
● Le unghie delle mani crescono di 3 mm al mese, quelle dei piedi richiedono più del doppio di questo tempo.

È il cibo l’ossessione delle donne (il sesso quella degli uomini)

Il cibo: amore e odio. Le donne ci pensano in continuazione, e vivono un conflitto: da una parte non chiederebbero altro che una tavoletta di cioccolato da divorare senza rimpianti, dall’altra sanno che cedere ai peccati di gola fa ingrassare e ne sono ossessionate.
Secondo un recente sondaggio, effettuato dal gruppo di dimagrimento inglese Shape Smart, le donne hanno in mente il cibo molto più del sesso: il 25 per cento ci  pensa una volta ogni mezz’ora, mentre solo il 10 per cento, nello stesso intervallo di tempo, fantastica sull’eros.
Le donne sarebbero ossessionate dal cibo anche al ristorante: il 13 per cento delle volontarie ha ammesso di scegliere i cibi a basso contenuto calorico, anziché i piatti che davvero preferisce. Poi, però, il 15 per cento non riesce a resistere agli attacchi di fame improvvisa, e si rimpinza di cibo “spazzatura”. Il 40 per cento delle donne è ossessionata dal cioccolato, e non può evitare di mangiarlo almeno quattro volte alla settimana.

La ricerca analizza le risposte di circa 5 mila volontari, e rivela un atteggiamento molto diverso, sia nei confronti del cibo, che del sesso, fra donne e uomini. Gli uomini, infatti, vivono il corpo con più disinvoltura, e più che alle calorie, pensano al sesso: uno su 20 addirittura ogni minuto, e il 36 per cento ogni mezz’ora, secondo i risultati dello studio.
“Sembra che la ‘battaglia’ del cibo contro il sesso, per molte donne, non sia una sfida tra diversi piaceri, quanto piuttosto una lotta tra due fonti di ansia”, dicono gli studiosi, secondo cui questa volta sarebbe bene imparare la lezione dagli uomini, che hanno un rapporto più disinvolto con il proprio corpo. Maria Strugar, terapista e nutrizionista, avverte: “Attenzione al controllo eccessivo:  sono proprio le restrizioni alimentari esagerate a portare alla sovralimentazione. Si chiama ‘effetto yo-yo’, ed è il motivo per cui molte donne si arrendono e interrompono le loro diete troppo presto”.

sabato 14 settembre 2013

Depressione post parto più a rischio chi vive in città

La depressione post-partum (o post-natale), disturbo dell'umore che colpisce le donne nel periodo immediatamente successivo al parto, è riscontrata maggiormente in chi risiede nelle grandi aree urbane.
A dimostrarlo una ricerca pubblicata sul CMAJ, il Canadian Medical Association Journal, e guidata da Simone Vigod, psichiatra del Women's College Hospital e del Women's College Research Institute di Toronto. I dati, raccolti su un campione di 6.421 donne canadesi, sottolineano come siano quelle che vivono nei centri con oltre 500.000 abitanti a tendere di più alla depressione post-partum, rispetto a quelle che abitano in aree meno congestionate.

Il disturbo, da non confondere con la più grave psicosi puerperale, è accompagnata da crisi di pianto, cambiamenti di umore, irritabilità generale, perdita dell'appetito, insonnia o al contrario difficoltà a rimanere svegli, assenza di interesse nelle attività quotidiane e verso il neonato.

In Canada è il 35% delle puerpere a vivere nelle grandi zone urbane di Montreal, Toronto e Vancouver, il 20% si trova in zone rurali o addirittura remote mentre il restante 45% in condizioni di semirurali o semiurbane. Le donne nelle città tendono alla depressione post-partum per il 10% in più, contro il 6% di quelle delle zone rurali, il 7% circa delle zone semirurali e il 5% delle zone semiurbane.